Dolore
Qual è la differenza tra mal di testa, cefalea ed emicrania?
I termini mal di testa e cefalea sono sinonimi: il primo è il termine di uso comune e il secondo quello tecnico medico-scientifico ma entrambi descrivono la medesima condizione che determina un dolore che può interessare qualsiasi area della testa. Il termine emicrania indica invece una precisa tipologia di mal di testa (o cefalea).
Esistono due principali classificazioni del mal di testa:
- le cefalee primarie, non legate ad altre patologie;
- le cefalee secondarie, ossia quelle cefalee che rappresentano un sintomo di una precisa malattia (disturbi al cervello, occhi, naso, gola, seni nasali, denti, mascelle, orecchie o nuca o da un disturbo diffuso in tutto il corpo).
L’emicrania rientra nell’elenco nelle cefalee primarie, Quando si soffre di emicrania il dolore che si prova è pulsante, intenso e duraturo e spesso è accompagnato da nausea, vomito, vertigini e sensibilità a luci e suoni. Alcuni individui possono avvertire anche fastidi precedenti e successivi all’attacco vero e proprio di emicrania, questa caratteristica determina la distinzione di quattro possibili fasi in un episodio di emicrania:
- fase prodromica (o premonitrice): il periodo che, in alcuni casi, precede il mal di testa vero e proprio e che può essere caratterizzato da sbadigli eccessivi, desiderio di cibo, cambiamenti di umore inspiegabili, ritenzione di liquidi e aumento della minzione;
- aura: in alcuni casi l’emicrania è preceduta da una fase caratterizzata da sintomi neurologici completamente reversibili. Tra i sintomi ci sono disturbi visivi, come annebbiamento della vista, lampi o bagliori colorati a zig-zag, scintille luminose, visione deformata degli oggetti e disturbi della sensibilità come formicolii, punture di spillo o ridotta sensazione tattile a partire dalla mano. A volte compaiono anche debolezza e disturbo del linguaggio. L’aura può comparire subito prima o durante l’episodio di emicrania;
- mal di testa: corrisponde all’attacco di emicrania vero e proprio. Spesso il dolore aumenta gradualmente, peggiora quando ci si muove, si tossisce o starnutisce ed è accompagnato da sensibilità alla luce, al rumore e agli odori;
- fase postdromica, il periodo successivo al mal di testa: questa fase, che può durare fino a un giorno, è caratterizzata dall’assenza di dolore ma alcuni da una forte sensazione di affaticamento e sonnolenza.
Quanti tipi di emicrania esistono?
Esistono sei tipi di emicrania ma, i principali, si distinguono per la presenza o l’assenza di aura.
Emicrania con aura: in questo caso l’attacco doloroso viene annunciato da un aura, ossia da una fase che può durare da pochi minuti a poche ore e caratterizzata da sintomi sensoriali collegati al sistema nervoso centrale come: difficoltà visive (offuscamento, punti ciechi…), formicolio, intorpidimento, difficoltà del linguaggio e della concentrazione.
Emicrania senza aura: la fase dolorosa non viene annunciata dai sintomi sensoriali dell’aura e gli attacchi sono più frequenti.
Mal di testa frequente: è possibile effettuare una diagnosi?
Un paziente può ricevere una prima diagnosi dal proprio medico in base al racconto dei sintomi correlati all’attacco di mal di testa, alla tipologia del dolore e alla frequenza con cui si presentano gli attacchi.
Per una diagnosi più precisa, l’esperto in cefalee potrebbe richiedere la stesura di un diario della cefalea in cui, nell’arco di un mese, ti verrà chiesto di annotare alcune informazioni relative all’attacco doloroso: giorno, ora inizio, ora fine, sede, aura, sintomi associati, intensità, disabilità, farmaco utilizzato, efficacia del farmaco, mestruazioni. Il diario aiuterà il medico specialista a individuare le possibili cause del mal di testa e a costruire una terapia dalla maggior efficacia possibile.
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