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Cosa non fare quando si ha il mal di testa

Cosa non fare quando si ha il mal di testa

Il mal di testa è un disturbo comune che si manifesta con dolore in varie parti del cranio. I sintomi possono variare da un leggero fastidio a un dolore lancinante, influenzando la vita quotidiana.

Nonostante possano essere disabilitanti, raramente le cefalee sono causate da patologie gravi. Le forme di cefalea più diffuse sono infatti quella di tipo tensivo e l’emicrania, entrambe rientranti nella macrocategoria di cefalee primarie.

La localizzazione e l’entità del dolore varia notevolmente da una tipologia all’altra. Ecco le differenze per quanto riguarda le due tipologie più diffuse:

  • cefalea di tipo tensivo: chi soffre di questa tipologia di cefalea prova un dolore diffuso, cupo, persistente e oppressivo (definito come un “cerchio alla testa”);
  • emicrania (con e senza aura): in questo caso il dolore è unilaterale e pulsante (detto anche “martellante”).

Ci sono fattori e attività che favoriscono l'insorgere del mal di testa?

Esistono moltissimi fattori scatenanti di un attacco di cefalea:

  • Stress emotivo/fisico: stress causato da situazioni emotive e conflittuali o da prolungato sforzo fisico (non abituale);
  • Fattori ambientali: variazioni atmosferiche, l’improvviso cambio di quota, venti caldi e/o freddi, inquinamento atmosferico, odori pungenti, pollini etc.;
  • Alimentazione: una dieta non equilibrata, il digiuno prolungato o alcune sensibilità/intolleranze a determinati alimenti possono scatenare un attacco; 
  • Sonno: la mancanza di ore di sonno, un cattivo riposo o disturbi del sonno possono provocare mal di testa per privazione di sonno
  • Difetti visivi: difetti della vista non curati in modo corretto possono provocare mal di testa per l’eccessivo sforzo degli occhi. Anche troppe ore passate davanti ai dispositivi digitali possono affaticare eccessivamente la vista scatenando mal di testa;
  • Postura: quando si passano molte ore seduti davanti a un pc o a scrivere, per studio e lavoro, o durante la guida e facile assumere una postura scorretta provocando una contrazione anormale dei muscoli della schiena, delle spalle e in particolare del collo;
  • Disturbi mandibolari: disturbi occlusivi, della masticazione e bruxismo possono irradiare il dolore dalla zona mandibolare alla tempia;
  • Fluttuazioni ormonali: nelle donne il periodo che coincide con l’ovulazione o le mestruazione, la menopausa o l’assunzione di contraccettivi possono provocare squilibri ormonali e conseguenti mal di testa;
  • Dolore muscolo-scheletrico: dolori provocati da traumi o posture errate;
  • Ansia/depressione: prolungati stati di ansia e depressione possono provocare tensioni muscolari, possono abbassare la soglia del dolore e scatenare disturbi del sonno;
  • Farmaci: l’assunzione di alcuni farmaci, se non ben dosati o assunti in maniera scorretta.

Come è intuibile, la moltitudine di fattori scatenanti rende complessa la diagnosi e quindi l’individuazione della cura corretta. Quando si soffre spesso di mal di testa sarebbe bene compilare un diario del mal di testa per tenere traccia delle caratteristiche degli attacchi così da rendere più semplice la diagnosi da parte dello specialista.

Cosa non fare quando si ha il mal di testa?

Quando si ha il mal di testa, è importante evitare di aggravare la situazione. Questo può essere reso più semplice se si conoscono le cause scatenanti e la tipologia di cefalea di cui si soffre.

Per esempio, l’emicrania può rendere molto più sensibili a rumori, odori e luci: evitare di esporsi ad ambienti troppo rumorosi o affollati, troppo luminosi o con particolari profumazioni aiuta a non peggiorare la situazione e, se accompagnato dal giusto riposo, può ridurre i sintomi;

In generale è sconsigliato consumare alcol o caffeina in eccesso, continuare attività che richiedono sforzo visivo intenso ed eccedere nell’attività fisica.

Possibili approcci non farmacologici per aiutare chi soffre di mal di testa

Per porre fine al dolore, o per lo meno alleviarlo, è possibile ricorrere ad alcuni approcci alternativi come: tecniche per gestire e ridurre lo stress, biofeedback e agopuntura.

In caso di attacchi frequenti e gravi, o se i metodi di trattamento utilizzati non portano sollievo è importante consultare un medico, il quale potrà valutare le cause e consigliare di conseguenza la terapia migliore.