Abitudini

Il caffè aiuta a far passare il mal di testa: leggenda o verità?

I fattori che giocano un ruolo determinante nella comparsa di attacchi di cefalea o di una più intensa emicrania sono molteplici: stress, assunzione di farmaci, tensione muscolare, predisposizione genetica e anche l’alimentazione.

Cosa sono emicrania e mal di testa?

Il mal di testa (cefalea) è tra le forme più comuni di dolore, quasi tutti ne hanno sofferto almeno una volta nella vita. Le forme più diffuse di cefalea sono le cefalee primarie che possono distinguersi, in base alla localizzazione unilaterale o bilaterale, all’intensità del dolore e ai sintomi associati. 

Tra le tipologie più comuni ci sono quello di tipo tensivo.

L’emicrania è il terzo disturbo più comune al mondo e colpisce 1 persona su 7.  Solitamente si tratta di un dolore intenso unilaterale, che può durare anche per più ore o giorni di fila (dalle 4 alle 72 ore) e diventare disabilitante.

In molte persone, questa tipologia di mal di testa è accompagnata da altri sintomi oltre al dolore:

  • nausea e vomito;
  • sensibilità alla luce (fotofobia) e al suono (fonofobia);
  • disturbi visivi.

Il caffè aiuta contro le cefalee?

Il caffè in relazione al mal di testa è visto da un lato come fattore scatenante e dall'altro come possibile rimedio. Alcuni studi evidenziano la possibile azione analgesica della caffeina nel contrastare gli attacchi di cefalea di tipo tensivo ed emicrania, grazie al suo effetto vasocostrittore, ma esistono anche circostanze per cui il suo consumo assume un ruolo di fattore scatenante.

Vediamo come l’assunzione di caffè può influire negli attacchi di cefalea ed emicrania:

  • alcuni studi evidenziano la possibile azione adiuvante della caffeina nel sollievo di episodi acuti di cefalea (se assunta in dosi ridotte);
  • Non è consigliabile superare l’assunzione di 400/500 mg di caffeina al giorno. Superata questa dose potrebbero subentrare effetti negativi tra cui insonnia e attacchi di mal di testa; 
  • la caffeina è tra le sostanze che possono causare mal di testa quando il consumo regolare di oltre 200 mg al giorno per più di 2 settimane viene interrotto bruscamente. Meglio procedere gradualmente alla sua riduzione.